lunedì 20 maggio 2019

Artrite reumatoide : generalità.


Indice :
a) Artrite reumatoide : generalità.

L'artrite reumatoide è una malattia sistemica, caratterizzata da uno stato infiammatorio cronico, che interessa principalmente le articolazioni periferiche, anche se può potenzialmente coinvolgere ogni organo ed apparato.
"La causa di questa malattia rimane ancora oggi non chiarita, sebbene sia verosimile un’eziologia multifattoriale, in cui cioè fattori ambientali, genetici, ormonali ed infettivi sono coinvolti attraverso complessi meccanismi correlati fra loro."
(Vuol dire che non si ha la più pallida idea delle cause).

È una patologia di tipo autoimmune : è presente infatti un’attivazione anomala del sistema immunitario che è responsabile delle lesioni ai tessuti e della cronicizzazione della malattia.
Le manifestazioni cliniche iniziali sono prevalentemente a carico delle articolazioni, in particolare quelle delle mani, dei piedi e dei polsi, ma anche delle ginocchia, delle anche, delle spalle, della cervicale e della schiena. Sono caratterizzate dalla presenza di dolore, gonfiore, rossore, calore e limitazione di movimento e si distribuiscono in modo bilaterale e simmetrico.
Il processo infiammatorio ha carattere erosivo e può portare ad una completa distruzione delle strutture articolari fino alla deformità e all’anchilosi.
Spesso è presente anche una rigidità articolare al mattino della durata superiore a 30 minuti, che poi tende a risolversi spontaneamente nell’arco della giornata. In alcuni pazienti si possono presentare anche manifestazioni generali come febbre, calo di peso, stanchezza fisica e dolori muscolari.
Il decorso dell’artrite reumatoide è inoltre caratterizzato dalla comparsa di ipotrofia muscolare (perdita di forza e del tessuto muscolare, causato dalla riduzione di attività dovuta alla malattia) e tenosinovite (infiammazione dei tendini e delle loro guaine).
Molti pazienti sviluppano anche manifestazioni extra-articolari. Sono frequenti le infiammazioni delle sierose (pleuriti, pericarditi), un interessamento polmonare di tipo nodulare o interstiziale, le sindromi da compressione dei nervi periferici (sindrome del tunnel carpale) e le manifestazioni oculari, come la cheratocongiuntivite secca e l’episclerite. A livello cutaneo si possono osservare i noduli reumatoidi e sono possibili anche lesioni vasculitiche (ulcere alle gambe, necrosi digitali). Talora vi può essere anche un coinvolgimento renale.

Patologie associate.
L'artrite reumatoide favorisce lo sviluppo di malattie concomitanti. In particolare si assiste ad una maggiore incidenza dell'osteoporosi : essa può essere presente in una forma localizzata ai capi ossei intorno alle articolazioni colpite, e secondaria all’infiammazione locale a livello della membrana sinoviale ; oppure in una forma diffusa : in questo caso è riconducibile a molteplici fattori quali l’infiammazione sistemica, la ridotta attività fisica e l’uso prolungato a scopo terapeutico di corticosteroidi. La principale conseguenza dell’osteoporosi è l’aumentato rischio di fratture.
Alcuni pazienti possono sviluppare una patologia polmonare grave o un’insufficienza renale e dati recenti indicano un’aumentata incidenza di malattie cardiovascolari. Le patologie cardiovascolari, quali l’infarto del miocardio, l’ictus e la vasculopatia periferica, sono correlate al livello di attività infiammatoria e, di conseguenza, sono associate particolarmente alle forme di artrite più aggressive.

Fattori prognostici.
La storia naturale della malattia è estremamente variabile: generalmente è caratterizzata dall'alternanza di fasi di infiammazione acuta e di fasi di remissione clinica. Vi possono essere forme lievi e forme rapidamente ingravescenti, che decorrono senza fasi di remissione.
Al fine di valutare precocemente il comportamento della malattia sono stati individuati degli indicatori predittivi della sua evoluzione. Sono considerati fattori prognostici sfavorevoli alcuni indici di laboratorio, in particolare la presenza nel siero del Fattore Reumatoide, un autoanticorpo diretto contro le immunoglobuline umane di classe G, e di anticorpi anti-proteine citrullinate, e alcuni segni rilevabili mediante indagini strumentali, cioè la presenza all'esordio di erosioni articolari all'esame radiografico.
Influisce negativamente sulla prognosi della malattia anche l'abitudine al fumo; questo, infatti, è uno stimolo irritativo che promuove l'attivazione delle cellule dell'infiammazione e si è dimostrato essere direttamente correlato con la concentrazione del Fattore Reumatoide, con la formazione dei noduli e con lo sviluppo di una patologia polmonare.

Evoluzione.
Il decorso dell'artrite reumatoide è progressivo e ha carattere aggiuntivo, tende cioè ad interessare sempre nuove articolazioni in aggiunta alle precedenti ad ogni riacutizzazione. Il comportamento della malattia è comunque condizionato dalla precocità della diagnosi e dall'inizio del trattamento terapeutico.
Più complicata è l'evoluzione della malattia nei pazienti dove la diagnosi e la terapia sono state tardive, cioè successive alla sedicesima settimana dalla comparsa dei sintomi.

Diagnosi.
Come per tutte le malattie reumatiche autoimmuni, non esiste un unico sintomo o segno clinico o esame di laboratoro che consenta con sicurezza la diagnosi di Artrite Reumatoide. Questo dipende dalla presenza di un insieme di sintomi, segni clinici, dati radiologici e di laboratorio. La caratteristica clinica piu’ comune e’ la tumefazione e il dolore delle articolazioni metacarpofalangee e interfalangee di entrambe le mani, che insieme alla rigidita’ mattutina superiore ad un’ora riflette la severita’ dell’infiammazione articolare. Il dolore alle mani puo’ anche essere presente nell’osteoartrosi, ma alcune differenze aiutano il medico nella diagnosi.
Possono osservarsi noduli reumatoidi di dimensioni variabili, presenti nel sottocutaneo, a livello dei gomiti e nei punti sottoposti a pressione o a microtraumatismo come la nuca, il sacro, i tendini di Achille e i tendini delle mani.
I principali dati di laboratorio utili ai fini della diagnosi sono la presenza di fattore reumatoide e degli anticorpi anticitrullina, mentre la PCR e’ utile nel monitorare l’attivita’ di malattia (il livello è proporzionale alla gravità).
Esami clinici consigliati :
VES, PCR, Emocromo, Fattore reumatoide, Anticorpi anti-peptidi citrullinati, Anticorpi anti-nucleo, sGPT (transaminasi), esame urine completo.


Fonte : http://www.reumatologia.org/patologia01.htm

sabato 18 maggio 2019

Artrite reumatoide : guarigione possibile.


1. Come abbiamo detto, l'infiammazione da cibo può essere fortemente stimolata sia da alcuni alimenti, sia da cibi conservati contenenti istamina.
Tutti questi cibi, che la medicina ufficiale considera antinfiammatori (!), in realtà possono attivare i linfociti B e squilibrare il Sistema Immunitario  verso Th2 forte.
Quando lo stimolo è ripetuto spesso, l'infiammazione può diventare cronica e sistemica, e può dar luogo a malattie autoimmuni.
Ci sono moltissime persone sensibili all'istamina. Basta mangiare alcuni cibi conservati e subito arrivano i sintomi : dolori articolari e muscolari, ecc.

L'istamina stimola le stesse cellule del Sistema Immunitario attivate dai granulociti e può scatenare un'infiammazione sistemica.
Alcune persone si possono ammalare di LES, altre di Artrite reumatoide, ecc.
Perché non continuare le ricerche in tal senso ?

2. Mi sono fatto alcune domande.
a) Se è il cibo che fa ammalare, non potrebbe essere il cibo che può far guarire ?
b) La possibilità di ridurre i livelli di infiammazione dovuta al cibo non potrebbe contribuire al controllo dei sintomi e alla guarigione ?

3. Uso della dieta per tenere sotto controllo l’infiammazione.
Il controllo dell'infiammazione prodotta dai linfociti B, può essere possibile anche senza usare farmaci che eliminano le cellule B, e che rendono l'organismo più suscettibile alle infezioni e al cancro. 
Si può, in ogni caso, ritardare l’utilizzo dei farmaci (forse, anche evitare), se la malattia non è ancora in fase avanzata e se si segue una dieta appropriata.
L’artrite reumatoide, inoltre, può migliorare notevolmente se alle cure mediche si affianca un’alimentazione che aiuti a controllare l’infiammazione e il dolore.
Per cercare di guarire, invece e secondo me, si potrebbe provare a riequilibrare il Sistema Immunitario, verso Th1.
Ci sono alimenti e vitamine che possono farlo, in maniera più lenta dei farmaci, ma con effetti più stabili e duraturi.
E, magari, fino alla guarigione.
Sono alimenti e vitamine che non fanno male, ma è meglio chiedere al medico … se potete mangiare le ciliegie : non si sa mai!

4. Vediamo (come ho fatto io) :

a) diminuire o evitare i cibi che contengono istamina, e mangiare soltanto cibi freschissimi.
b) diminuire o evitare alimenti del tipo Th2
c) fare attività fisica dolce e lunghe camminate al Sole. ("Chi si ferma è perduto!" Forse Totò... aveva l'artrite!)
d) preferire l'alimentazione del tipo Th1.
e) Secondo Eurosalus attenzione, anche, a non eccedere con il fruttosio : zucchero, miele, marmellata, succhi di frutta, sciroppi, ecc.
Non esagerare nemmeno con la frutta. 

5. E’ difficile applicare una dieta con costanza, ma dopo le iniziali difficoltà si impara a gestirsi al meglio.
Non si deve essere troppo rigidi, perché il cibo non è un farmaco ; ma anche per evitare di arrendersi. Ricordarsi che quando ci si concede un giorno o due di pausa, anche il processo di guarigione rallenta.
Ma poi riprende.
Quando si starà meglio, si potranno reintrodurre tutti gli alimenti (limitando quelli dannosi), e ricordando che la varietà dell'alimentazione è sinonimo di salute.





martedì 14 maggio 2019

Artrite reumatoide : cause.


1. E' una malattia autoimmune del tipo Th2.
Autoimmune significa che le cellule del Sistema Immunitario, deputate a difendere il nostro corpo, si rivoltano contro di esso, generando un'infiammazione autodistruttiva verso le articolazioni (nel nostro caso) o verso altri organi.
Non è ereditaria, ma i geni sono predisponenti. Spesso è familiare, nel senso che si possono ammalare più facilmente anche i familiari di un malato (a causa della stessa alimentazione).
Colpisce con più frequenza le donne giovani, forse per alti livelli (congeniti) di estrogeni.
In ogni caso, l'autoimmunità è maggiormente influenzata da fattori ambientali e alimentari.

2. Si possono ammalare tutte le articolazioni, ma quelle più a rischio sono :
a) nocche e dita delle mani, ginocchia, anche.
b) meno frequenti : polsi, spalle, gomiti, caviglie, piedi, schiena, cervicale.
Fattori scatenanti possono essere un forte trauma fisico o un forte stress emotivo.
Non ci sono terapie risolutive : quelle esistenti sono quasi palliative : più dannose che utili.
I più recenti, i farmaci cosiddetti "biologici" spengono segnali chiave del Sistema Immunitario, riducono i sintomi della malattia, ma espongono le persone a rischi anche molto gravi.
L'unica via è la prevenzione, con l'alimentazione. Non appena compaiono i primi sintomi è necessario porre la massima attenzione alla dieta.

3. Recenti ricerche, finalmente, cominciano a indagarne le cause. Sembra, infatti, che sia il LES, sia l'Artrite Reumatoide (e altre malattie autoimmuni), possano essere causate dall'alimentazione
Una scoperta, fatta recentemente con l'apporto fondamentale dell'Università di Sassari, ha dimostrato che alcune citochine (tra cui, Il-6 e BAFF), se presenti in eccesso, possono attivare i linfociti B e stimolarne la crescita.
Come fa anche l'istamina
Il BAFF, in particolare, è legato alle infiammazioni da cibo.
L'aumento considerevole delle cellule B  nel sangue, può dar luogo a molte patologie autoimmuni come il LES, l'Artrite reumatoide, ecc.

L'artrite reumatoide può, quindi, essere favorita dall'alimentazione Th2  e dall'istamina. 
Oltre che da alcuni farmaci e vaccinazioni : che inducono lo squilibrio immunitario verso Th2 forte.
Il Sistema Immunitario verrebbe squilibrato, dalle cellule B in eccesso, in senso Th2 forte, inducendo le malattie autoimmuni sopra citate.
Ma è sbagliato eliminare le cellule B (come si fa con alcuni farmaci), perché si rende la persona indifesa verso le infezioni e il cancro.

L'alimentazione, invece, anche se più lentamente, può indurre miglioramenti stabili e duraturi. 

4. Perché non fare ricerche in proposito ?

Le ciliegie, per esempio, sono un antinfiammatorio naturale. La presenza di antiossidanti (polifenoli) aiuta a combattere l’artrite, mentre gli antociani (colore rosso) combattono il dolore e l’infiammazione. Le ciliegie, più sono rosse e più sono efficaci.

Continua ... 


martedì 7 maggio 2019

Sistema Immunitario e istamina.


1. Istamina : dolori articolari diffusi.
I granulociti  sono cellule del S.I. che contengono granuli di istamina, eparina, e altro.
Sono i basofili, i mastociti e gli eosinofili, i neutrofili.
I basofili si trovano principalmente nel sangue, i mastociti nei tessuti.
Quando vengono attivati riversano nel sangue e nei tessuti il contenuto dei granuli (principalmente istamina) : si determina una forte reazione infiammatoria del tipo Th2, che può provocare bolle sulla pelle, allergie e asma, malattie autoimmuni (tra cui artrite allergica o, forse, reumatoide).
Gli eosinofili riversano anch'essi citochine infiammatorie (tutte Th2) : Il-3,
Il-5, Il-6 (può provocarel'artrosi),  TGF-β, e Il-1α, potente citochina infiammatoria di tipo sistemico, che può favorire l'artrite reumatoide.

Se si mangiano alimenti che contengono alte quantità di istamina si ottiene lo stesso effetto.
Alte concentrazioni di istamina si trovano principalmente nei prodotti della fermentazione microbica quali formaggi fermentati, carni in scatola, vino, birra. Anche l'esposizione del pesce fresco a temperatura ambiente (per molto tempo), accelera la sua produzione.
È soprattutto il consumo combinato e ripetuto di alimenti ad elevato tenore di istamina che può condurre alla comparsa di sintomi  molto accentuati.
L'istamina attiva anche i neutrofili, che sostengono l'infiammazione cronica Th2

Sembra che l'istamina venga inibita dalla Quercetina, dal Calcio, dalla vit. C e B6. Anche dalla Perilla, dal Ribes nero e dalla liquirizia.
La Quercetina si trova, principalmente, nei capperi, uva rossa, mirtilli e sedano crudo.

2. Alimenti che contengono istamina :

pesce surgelato o poco fresco, pesce pronto per risotti, bastoncini, croccole, filetti di merluzzo, ecc., fanno venire dolori e infiammazioni.
Crostacei, frutti di mare, pesci grassi freschi e conservati (aringhe, alici, sardine, salmone, sgombri, tonno). Paella.
Mangiare solo pesce fresco e magro !

Limitare : tutti i legumi, tutta la frutta secca, datteri, banane. Anche frutta e verdura che contiene molta vitamina A (albicocche, zucca, meloni, bietole e spinaci, ecc.)
Cioccolato, cacao, tè, alimenti in scatola, dadi per brodo.
Bevande fermentate, coca cola.
Solfiti (vini bianchi, spumante, vini rossi)
Lievito per dolci. Lievito di birra e birra.
Alimenti conservati e fermentati.
Carne di maiale.
Cibi fermentati, alimenti surgelati e/o conservati in frigo, per più di un giorno.
No, a : vit. A e D (vedi, alimenti Th2). Integratori vitaminici.
Cannella, Curcumina, Curry e spezie in genere. Miele. Aglio.
Probiotici (tipo, Yogurt greco) che contengono acidophilus e bifidus.
No, ai diuretici e ai FANS. 

3. Sì, invece, a :
latte e latticini freschi, uova, formaggi freschi, carne (escluso il maiale), pasta e cereali.
Sì, alla frutta rossa di stagione, ma con moderazione : ciliegie, mirtilli, cocomero, fragole, uva rossa e nera, prugnolo, prugne viola.
Sì, a : arance e limoni. Sedano crudo.
Bere più acqua (per evitare la disidratazione).
Continua ...


domenica 5 maggio 2019

Funzione delle principali cellule immunitarie.


A. Fagociti.
Tra le cellule dell'immunità innata, spiccano i fagociti (macrofagi, neutrofili, cellule dendritiche, ecc.), che hanno la funzione di ripulire l'organismo dagli intrusi, siano essi batteri, cellule infettate da virus, cellule cancerose o, semplicemente, cellule morte e polvere.

B. Granulociti : neutrofili, basofili, mastociti, eosinofili.
Anche queste cellule sono fagociti : hanno il compito di ripulire l'organismo.
I granulociti contengono granuli di istamina e altre sostanze, che possono essere liberate nel sangue e nei tessuti sulla base di segnali fisici e chimici. Hanno la capacità di amplificare notevolmente l'infiammazione per combattere meglio l'infezione.
Come effetti collaterali, fra l'altro, possono causare :
a) pomfi (orticaria)
b) allergie e asma bronchiale
d) malattie autoimmuni (tutte del tipo Th2).
L'istamina, in particolare, amplifica la risposta infiammatoria che richiama l'intervento dei linfociti B (allergie e artrite).

C. Il sistema linfatico.
Nello spazio interstiziale (tra le cellule) si trova la linfa : un fluido ricco di tossine, prodotti di scarto delle cellule, batteri, ecc., che deve essere drenato e riversato nelle vene per essere processato e purificato.
La linfa assorbita viene fatta confluire in un sistema di raccolta, simile al sistema venoso. Essa viene spinta verso l'alto soltanto quando siamo in movimento : se restiamo seduti e fermi, anche la linfa si ferma. Ecco perché la sedentarietà comporta ritenzione idrica, cellulite e maggiore sensibilità alle infezioni.
Nella linfa circola anche la maggior parte dei linfociti, che sono cellule del S.I. preposte a difendere l'organismo.
I linfociti circolano anche nel sangue : essi possono passare agevolmente dal circuito linfatico a quello sanguigno (e viceversa).
I linfociti nascono anch'essi nel midollo osseo e maturano negli organi linfatici : nei linfonodi, milza, tonsille, in prevalenza, i linfociti B ; nel timo, i linfociti T.
Tra i linfociti spiccano :
a) i linfociti T killer (Tk) : uccidono le cellule non self (che non appartengono all'organismo), comprese le tumorali.
b) Linfociti Natural killer (Nk) : anche loro sono in grado di distruggere cellule infettate da virus e cellule neoplastiche. Producono INF-alfa e attivano maggiormente la risposta Th1.
I Natural killer sono molto sensibili allo stress fisico e psichico, alla privazione del sonno e anche ad alcuni farmaci. Il risultato è che la risposta Th1 può essere inibita e l'organismo sarà incapace di opporsi ai virus e al cancro.
c) Linfociti B : producono anticorpi per combattere ogni molecola estranea all'organismo, o pericolosa per esso.

I linfociti B e T, hanno la capacità di conservare memoria immunitaria : al successivo incontro con il virus o il batterio, attivano una risposta più rapida ed efficace.

d) Linfociti Th (helper) :
I linfociti Th svolgono funzioni chiave nella regolazione della risposta immunitaria.
a) Th1 : risposta cellulo-mediata, contro i virus e i tumori ;
b) Th2 : risposta umorale (attivano i linfociti B, combattono i batteri e i funghi).
Se si attiva e prevale Th1, diminuisce Th2 (e viceversa).
Anche i linfociti Th1 sono molto sensibili allo stress e alle emozioni forti : in questo caso possono eliminare se stessi e i linfociti Tk (perciò si induce Th2 e viene favorito il cancro).
Possono attivare anche i mastociti e l'infiammazione autoimmune.

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Per un ulteriore approfondimento : Personal Trainer
Libri :
Abbas. Lichtman. Pillai. - Le basi dell'immunologia. Edra, 2018.
Bottaccioli F. e A.G.- PNEI e scienza della cura integrata. Edra, 2017.

venerdì 3 maggio 2019

Equilibrio immunitario.


Il Sistema Immunitario serve a proteggerci dalle malattie.
Serve anche a ripulire l'organismo dalle cellule morte o danneggiate.
Oggi che le aggressioni esterne sono aumentate a dismisura, il Sistema Immunitario ci protegge anche dai tumori.
Ma se non è forte abbastanza può succedere che i batteri possano prendere il sopravvento : spesso, ma non sempre, riusciamo a debellarli con l'aiuto degli antibiotici.
Per i tumori, invece, non abbiamo alcuna arma veramente efficace,per cui è necessario prevenirli diminuendo le aggressioni esterne (per esempio mangiando Bio, il più possibile).

Il Sistema Immunitario deve essere in equilibrio, affinché l'organismo sia in perfetta salute. Esso è sempre attivo per proteggerci in modo adeguato e tempestivo.
Dopo una risposta immunitaria a un tentativo di aggressione, il Sistema Immunitario torna in equilibrio in breve tempo.
Se non lo fa, si rischiano infiammazioni permanenti e malattie autoimmuni.

Se cambia il microbiota intestinale (per esempio, con l'alimentazione errata), oppure se l'organismo è esposto a fattori ambientali nocivi, o a condizioni di stress persistente, allora l'equilibrio si può rompere e si possono avere alterazioni :
a) di tipo allergico, autoimmune, o tumorale ; 
b) oppure, malattie di vario genere (cardiovascolari, neurodegenerative).
Le cellule del S.I., prodotte nel midollo delle ossa lunghe, circolano nel sangue e nel sistema linfatico, accorrendo in massa dove necessita la loro azione (una ferita, un'infezione, ecc.).
Generalmente vengono suddivise in due gruppi :
a) immunità innata ;
b) immunità adattativa.
1. L'immunità innata è la prima ad entrare in azione contro gli agenti infettivi. E' capace di controllare e di eradicare le infezioni.

2. L'immunità adattativa necessita di più tempo per attivarsi, ma la sua risposta è più potente e completa.
A sua volta si divide in :
a) immunità umorale, attuata dagli anticorpi prodotti dai linfociti B.
E' attiva contro i microbi presenti nel sangue e nei fluidi extracellulari.
b) immunità cellulo-mediata, attuata dai linfociti T. E' la difesa contro i virus e in genere contro i microbi che sono entrati dentro le cellule dell'organismo.

Alcune cellule dell'immunità adattativa, principalmente i linfociti B e T, hanno anche la proprietà di conservare memoria del loro incontro con il virus o il batterio : in tal modo, nell'incontro successivo, sono pronte a scatenare una risposta immunitaria molto forte e più rapida, riuscendo a debellare meglio l'aggressore.
Questo è il motivo per cui chi ha avuto una malattia esantematica non si ammalerà più (di quella malattia), per tutta la vita.
Al contrario, invece, chi si vaccina può non immunizzarsi affatto, oppure dopo pochi anni può perdere l'immunità e potrebbe ammalarsi di nuovo.


Il Sistema Immunitario è molto complesso, e di esso quello che sappiamo non è molto. Per di più, la complessità genera confusione anche tra gli addetti ai lavori...
Lo studio del Sistema Immunitario ha fatto enormi progressi negli ultimi anni, ed è in continua e rapida evoluzione.

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venerdì 26 aprile 2019

Cortisone : effetti collaterali.


Il cortisone sopprime la risposta immunitaria, per cui se ci si ammala mentre si fa la cura, il Sistema Immunitario  non reagisce.
Se, nel frattempo, si viene colpiti da una malattia, si è senza difesa.
Il cortisone è pericoloso, perché assunto per bloccare una malattia, può favorire lo sviluppo di moltissime altre ! (tutte malattie del tipo Th1

Effetti collaterali del cortisone.
1. Abbatte le difese immunitarie : blocca la produzione dei cosiddetti "mediatori dell'infiammazione" (istamina, prostaglandine, leucotrieni).
In definitiva, tende a sopprimere i linfociti B (Th2). 
Prevarranno, quindi, i linfociti Th1 che amplificheranno lo squilibrio del Sistema Immunitario.
Favorisce :
2. L'aumento della glicemia (diabete2).
4. L'ipertensione.
5. La gastrite e l'ulcera peptica.
6. La depressione, ecc.
7. Favorisce le infezioni batteriche (sepsi, tbc, polmonite, candidosi, ecc.). Durante e dopo la cura, è sconsigliato vaccinarsi.
8. Produce un rallentamento nella crescita dei bambini.
9. Favorisce l'influenza e il morbillo.
10. Favorisce l'Herpes.
11. Aumenta l'appetito e fa ingrassare.
12. Provoca ritenzione idrica e gonfiore.

Viene dato a tutti, molto spesso anche ai bambini...
Smettere molto lentamente !
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Fonte :
/www.noimamme.it/i-nostri-specialisti-on-line/pediatria-on-line/luso-dei-cortisonici-e-gli-effetti-collaterali.html