La somma dei bilanci di tutte le province italiane, nel 2006, ammonta a 115 miliardi di euro ( fonte UPI- Unione Province Italiane).
Un quarto, circa, viene speso in servizi : manutenzione di alcune strade, delle scuole, ecc.
Il resto, tre quarti, serve per mantenere il loro apparato burocratico.
Significa che, per organizzare tali spese, e per decidere come spendere 30 miliardi, sono necessari quasi 90 miliardi !
Spendi 1 e paghi 4 !!!
Quale economia folle, riesce ad arrivare a tanto ?
Perciò, abolire le province è un obbligo morale.
Ma non si devono creare nuovi carrozzoni, come assemblee di sindaci, o altro. Bisogna abolirle tout-court, e far passare le loro funzioni ( poche ) ai Comuni e alle Regioni.
Si risparmierebbe così tanto da far sparire il Debito Pubblico, in pochi anni.
Con i soldi risparmiati, si potrebbe creare lavoro per tutti !
Le province, dovevano scomparire quando sono state create le Regioni : invece sono ancora lì. A sperperare i soldi pubblici.
Perché non facciamo un Referendum ?
Volete abolire le province ? SI o NO.
Senza quorum. Senza “azzeccagarbugli”. Senza scampo !
Oppure, più semplicemente, basta fare una legge, piccola, piccola.
Articolo 1.
Le province sono abolite.
Punto.
Con la creazione delle aree metropolitane, le province di Milano, Roma, Napoli, Torino, Genova, Firenze, Bologna, Venezia, Bari, Cagliari, Palermo, ecc. verrebbero di fatto abolite ( speriamo ! ). Perché non continuare, abolendo anche le altre ?
Le Aree Metropolitane si occuperebbero dei problemi delle Città-metropoli, le Regioni per il resto del territorio.
Visualizzazione post con etichetta Proposte. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Proposte. Mostra tutti i post
lunedì 10 dicembre 2007
venerdì 23 novembre 2007
Libertà d'informazione.
Ho letto, su tutti i giornali, del patto segreto Rai-Mediaset, per favorire Berlusconi.
Tutti gridano allo scandalo. Ma dove vivono ?
Sono sette anni, che tutte le TV sono asservite, di fatto, a Berlusconi : nessuno se ne era accorto : nemmeno i dipendenti Rai, nemmeno i nostri politici.
E sostengono che bisognerebbe licenziare le mele marce ....
Ho già detto, in un altro post, che l’Italia è al 79° posto nel mondo, per la (quasi nulla) libertà di informazione. Ma è una situazione ideale per il potere, sia di Destra che di Sinistra.
Altrimenti non si spiega perché in due anni di governo, non si sia riequilibrata almeno la Rai, e non si sia messo mano al colossale conflitto d’interessi.
In un paese civile e democratico, bisogna evitare la concentrazione del potere mediatico nelle mani di uno solo, o di pochi.
E allora, basta semplicemente fare una legge in cui si stabilisce che non si possa avere più di una TV, o giornale. Compresa la Rai. E far rispettare la legge.
Ma ciò non succederà mai.
Tutti gridano allo scandalo. Ma dove vivono ?
Sono sette anni, che tutte le TV sono asservite, di fatto, a Berlusconi : nessuno se ne era accorto : nemmeno i dipendenti Rai, nemmeno i nostri politici.
E sostengono che bisognerebbe licenziare le mele marce ....
Ho già detto, in un altro post, che l’Italia è al 79° posto nel mondo, per la (quasi nulla) libertà di informazione. Ma è una situazione ideale per il potere, sia di Destra che di Sinistra.
Altrimenti non si spiega perché in due anni di governo, non si sia riequilibrata almeno la Rai, e non si sia messo mano al colossale conflitto d’interessi.
In un paese civile e democratico, bisogna evitare la concentrazione del potere mediatico nelle mani di uno solo, o di pochi.
E allora, basta semplicemente fare una legge in cui si stabilisce che non si possa avere più di una TV, o giornale. Compresa la Rai. E far rispettare la legge.
Ma ciò non succederà mai.
giovedì 15 novembre 2007
Lavoro in Sardegna.
Stanno già nascendo in Sardegna, realtà imprenditoriali con il fotovoltaico.
In questo campo, infatti, ci sono possibilità di occupazione e lavoro molto più ampie rispetto all’eolico. Mentre quest’ultimo può triplicare i bilanci dei Comuni piccoli e medi, consentendo una ricaduta occupazionale indiretta, il fotovoltaico necessita per la realizzazione e manutenzione degli impianti, di un maggior apporto di mano d’opera, creando occupazione diretta.
Il fotovoltaico è un’energia più diffusa nel territorio, ha bisogno di superfici maggiori, ma può essere realizzato a vantaggio diretto dell’utente finale ( proprietario dell’impianto ).
Non basta incentivare : va reso obbligatorio sulle nuove costruzioni e sui tetti ristrutturati ; sulle coperture dei capannoni industriali e commerciali ( esposti a sud, sud-est e sud-ovest ) ; come copertura di parcheggi, e in generale, su tutte le superfici inutilizzate che possono essere coperte senza danno.
Obbligatorietà, in cambio dei contributi statali e regionali.
C’è ancora scarsa conoscenza sia dei vantaggi, sia della possibilità di accedere ai contributi di legge. Molti non sanno che le banche erogano mutui, rimborsabili con la vendita dell’energia elettrica prodotta. Il cittadino non deve anticipare nemmeno …. una lira !
Banche e imprese, ormai, sono collegate. Rivolgendosi alla banca, spesso, si viene messi in contatto con le imprese che sollevano il Cittadino da ogni incombenza : il tetto fotovoltaico viene consegnato “chiavi in mano” e con le pratiche burocratiche completamente espletate.
La Regione Sardegna eroga anche un contributo, a fondo perduto, del 20%, rendendo l’investimento ancora più appetibile.
Questo è un momento favorevole : credo che le occasioni vadano colte nel momento più propizio. Questa è, secondo me, un'opportunità da non mancare.
In questo campo, infatti, ci sono possibilità di occupazione e lavoro molto più ampie rispetto all’eolico. Mentre quest’ultimo può triplicare i bilanci dei Comuni piccoli e medi, consentendo una ricaduta occupazionale indiretta, il fotovoltaico necessita per la realizzazione e manutenzione degli impianti, di un maggior apporto di mano d’opera, creando occupazione diretta.
Il fotovoltaico è un’energia più diffusa nel territorio, ha bisogno di superfici maggiori, ma può essere realizzato a vantaggio diretto dell’utente finale ( proprietario dell’impianto ).
Non basta incentivare : va reso obbligatorio sulle nuove costruzioni e sui tetti ristrutturati ; sulle coperture dei capannoni industriali e commerciali ( esposti a sud, sud-est e sud-ovest ) ; come copertura di parcheggi, e in generale, su tutte le superfici inutilizzate che possono essere coperte senza danno.
Obbligatorietà, in cambio dei contributi statali e regionali.
C’è ancora scarsa conoscenza sia dei vantaggi, sia della possibilità di accedere ai contributi di legge. Molti non sanno che le banche erogano mutui, rimborsabili con la vendita dell’energia elettrica prodotta. Il cittadino non deve anticipare nemmeno …. una lira !
Banche e imprese, ormai, sono collegate. Rivolgendosi alla banca, spesso, si viene messi in contatto con le imprese che sollevano il Cittadino da ogni incombenza : il tetto fotovoltaico viene consegnato “chiavi in mano” e con le pratiche burocratiche completamente espletate.
La Regione Sardegna eroga anche un contributo, a fondo perduto, del 20%, rendendo l’investimento ancora più appetibile.
Questo è un momento favorevole : credo che le occasioni vadano colte nel momento più propizio. Questa è, secondo me, un'opportunità da non mancare.
Etichette:
Ambiente,
Energia in Sardegna.,
Proposte,
Sardegna
lunedì 8 ottobre 2007
Obolo.
Nei Siti archeologici non devono esserci soltanto persone che vendono biglietti e souvenir, o ticket per i parcheggi, ma figure professionali, culturalmente preparate, impegnate nella guida, a tempo pieno, dei visitatori. Che vanno accompagnati, e a cui vanno illustrate le caratteristiche del Sito.
Inoltre, si deve far vedere come si costruivano, anticamente, le ceramiche, gli utensili, gli attrezzi ; come si viveva nel periodo storico considerato ; come si lavoravano le pietre nei Nuraghi ; come si lavorava il bronzo, ecc. ecc.
Il turista vuole imparare, non vedere soltanto un mucchio di sassi che non parlano nemmeno agli archeologi, figuriamoci a chi è digiuno di storia e preistoria.
A Tharros, per esempio, (ma è così un po’ dappertutto), dovunque si parcheggi, subito spunta un addetto a chiedere l’obolo : anche dove il Sito archeologico è molto lontano e si deve percorrere una lunga e polverosa strada sotto il sole.
Perché non si piantano alberi ? Perché non si costruiscono tettoie con pannelli solari ?
L’obolo va bene, ma in cambio di un servizio !
Tra parentesi : basta una macchinetta, per l’obolo, e le persone possono dedicarsi ad altro.
O, forse, non si cerca un lavoro, ma uno stipendio…..
Inoltre, si deve far vedere come si costruivano, anticamente, le ceramiche, gli utensili, gli attrezzi ; come si viveva nel periodo storico considerato ; come si lavoravano le pietre nei Nuraghi ; come si lavorava il bronzo, ecc. ecc.
Il turista vuole imparare, non vedere soltanto un mucchio di sassi che non parlano nemmeno agli archeologi, figuriamoci a chi è digiuno di storia e preistoria.
A Tharros, per esempio, (ma è così un po’ dappertutto), dovunque si parcheggi, subito spunta un addetto a chiedere l’obolo : anche dove il Sito archeologico è molto lontano e si deve percorrere una lunga e polverosa strada sotto il sole.
Perché non si piantano alberi ? Perché non si costruiscono tettoie con pannelli solari ?
L’obolo va bene, ma in cambio di un servizio !
Tra parentesi : basta una macchinetta, per l’obolo, e le persone possono dedicarsi ad altro.
O, forse, non si cerca un lavoro, ma uno stipendio…..
Etichette:
Archeologia in Sardegna,
Economia.,
Proposte
lunedì 1 ottobre 2007
Pensione libera.
Ogni mese il lavoratore mette da parte una quota del suo stipendio ( circa un terzo ), per i contributi pensionistici che, mese dopo mese, anno dopo anno, si accumulano fino a formare un capitale, che viene anche rivalutato in base a parametri di legge.
Quando va in pensione, questo capitale viene “spalmato” sugli anni di vita presunta (che gli restano, in media , da vivere ) e così può essere calcolata la pensione mensile.
Con il sistema cosiddetto “contributivo”, il lavoratore riceve soltanto quello che ha accumulato con i suoi versamenti.
Allora, perché non lasciare “libero” il lavoratore nella scelta dell’età in cui ritirarsi dal lavoro ?
Se “lascia” prima, percepirà meno di pensione. La matematica finanziaria permette il calcolo esatto di quello che gli spetta. E nessuno ci perde.
Magari dopo aver maturato un minimo stabilito per legge : l’importo della pensione sociale, per esempio.
Se uno si accontenta di percepire pochi euro al mese, perché vuole fare altre cose,
perché non lasciarlo libero ?
Sul posto di lavoro verrebbe sostituito da un giovane disoccupato.
Sarebbe un piccolo passo verso la qualità della vita.
Quando va in pensione, questo capitale viene “spalmato” sugli anni di vita presunta (che gli restano, in media , da vivere ) e così può essere calcolata la pensione mensile.
Con il sistema cosiddetto “contributivo”, il lavoratore riceve soltanto quello che ha accumulato con i suoi versamenti.
Allora, perché non lasciare “libero” il lavoratore nella scelta dell’età in cui ritirarsi dal lavoro ?
Se “lascia” prima, percepirà meno di pensione. La matematica finanziaria permette il calcolo esatto di quello che gli spetta. E nessuno ci perde.
Magari dopo aver maturato un minimo stabilito per legge : l’importo della pensione sociale, per esempio.
Se uno si accontenta di percepire pochi euro al mese, perché vuole fare altre cose,
perché non lasciarlo libero ?
Sul posto di lavoro verrebbe sostituito da un giovane disoccupato.
Sarebbe un piccolo passo verso la qualità della vita.
domenica 10 giugno 2007
Autostrade del Sole.
I pannelli solari occupano molta superficie, e l’Italia ne ha poca e sempre di meno …
Coprire le autostrade e le superstrade con i pannelli solari, avrebbe i seguenti vantaggi :
1) Si produrrebbero grandi quantità dienergia rinnovabile, a costo zero. Spalmando la spesa iniziale su un mutuo di 25÷30 anni (pari alla vita utile dei pannelli), si avrebbe un vantaggio immediato, in termini di guadagno.
2) Autostrade senza pioggia e neve d’inverno.
3) Si viaggia all’ombra, d’estate, e si risparmia sul condizionatore auto ( maggior consumo di benzina , quando lo si accende ).
4)Si produrrebbe occupazione diretta per le fabbriche di materiali e per le imprese di montaggio.
5) Si recupererebbe uno spazio inutilizzato e improduttivo che, per decenni, è stato tolto agli usi agricoli e forestali.
6) Se avesse un effetto positivo anche sulla nebbia ?
I pannelli solari vanno posti in alto, a 6÷7 metri di altezza, anche più larghi della carreggiata, con la luce che entra dai lati.
Considerando una larghezza media ( autostrada a quattro corsie ) di 25÷30 metri, si avrebbe una potenza elettrica di oltre 3 kW per ogni metro. Oltre 3 MW ogni km.
L’Italia ha oltre 10.000 km, tra autostrade e superstrade a 4 corsie :
10.000 x 3 = 30.000 MW
Oltre la metà della potenza massima necessaria oggi.
30.000 MW x 1200 ore = 36.000 GWH all’anno.
Il consumo di tre regioni come la Sardegna ! ( industrie energivore comprese )
In Sardegna ci saranno circa 500 km di superstrade a 4 corsie :
500 km x 3 MW = 1500 MW di potenza,
che producono : 1500 x 1200 = 1800 GWH all’anno.
( Oltre il 40% dei consumi civili dell’Isola ! )
Coprire le autostrade e le superstrade con i pannelli solari, avrebbe i seguenti vantaggi :
1) Si produrrebbero grandi quantità di
2) Autostrade senza pioggia e neve d’inverno.
3) Si viaggia all’ombra, d’estate, e si risparmia sul condizionatore auto ( maggior consumo di benzina , quando lo si accende ).
4)Si produrrebbe occupazione diretta per le fabbriche di materiali e per le imprese di montaggio.
5) Si recupererebbe uno spazio inutilizzato e improduttivo che, per decenni, è stato tolto agli usi agricoli e forestali.
6) Se avesse un effetto positivo anche sulla nebbia ?
Considerando una larghezza media ( autostrada a quattro corsie ) di 25÷30 metri, si avrebbe una potenza elettrica di oltre 3 kW per ogni metro. Oltre 3 MW ogni km.
L’Italia ha oltre 10.000 km, tra autostrade e superstrade a 4 corsie :
10.000 x 3 = 30.000 MW
Oltre la metà della potenza massima necessaria oggi.
30.000 MW x 1200 ore = 36.000 GWH all’anno.
Il consumo di tre regioni come la Sardegna ! ( industrie energivore comprese )
In Sardegna ci saranno circa 500 km di superstrade a 4 corsie :
500 km x 3 MW = 1500 MW di potenza,
che producono : 1500 x 1200 = 1800 GWH all’anno.
( Oltre il 40% dei consumi civili dell’Isola ! )
Etichette:
Economia.,
Energia in Sardegna.,
Proposte
lunedì 21 maggio 2007
Referendum.
Oggi il referendum, così com’è, non ha più senso. Soprattutto, da quando si è scoperto che, per invalidarlo, basta una piccola minoranza ( 10÷15% ) di Cittadini, che viene invitata ad astenersi. E il quorum non si raggiunge mai.
E’ necessaria una riforma radicale.
Per far tornare l’interesse e accendere la discussione sul merito del quesito, basta abolire il quorum. Così tutti saranno costretti a partecipare, sia alla discussione, sia al voto. Senza scuse.
Chi si astiene vuol dire che non è interessato e si affida al giudizio degli altri.
Anche la partecipazione al voto riacquisterebbe dignità e il Cittadino andrebbe a votare con fiducia, perché sa che il suo voto conta.
Oggi, votare è solo una perdita di tempo, perché nel referendum abrogativo vince il 15% + 1 dei voti (astenuti ).
La prossima volta andremo tutti al mare !....
E’ necessaria una riforma radicale.
Per far tornare l’interesse e accendere la discussione sul merito del quesito, basta abolire il quorum. Così tutti saranno costretti a partecipare, sia alla discussione, sia al voto. Senza scuse.
Chi si astiene vuol dire che non è interessato e si affida al giudizio degli altri.
Anche la partecipazione al voto riacquisterebbe dignità e il Cittadino andrebbe a votare con fiducia, perché sa che il suo voto conta.
Oggi, votare è solo una perdita di tempo, perché nel referendum abrogativo vince il 15% + 1 dei voti (astenuti ).
La prossima volta andremo tutti al mare !....
giovedì 3 maggio 2007
8 x mille alla ricerca.
Ogni anno, in questo periodo, tutti i contribuenti sono chiamati, più o meno volentieri, a pagare le tasse.
E a mettere una firma per destinare l’8 per mille alle Chiese o allo Stato : oltre un miliardo di euro all’anno !
Ero convinto che solo chi firmava potesse devolvere il “suo" 8 x mille, sulla base della scelta effettuata.
Invece, NO.
Chi firma, per un “calcolato bizantinismo”, decide anche per tutti quelli che non firmano, quasi certamente a loro insaputa. ( Non firma oltre il 60% dei contribuenti, quasi 22 milioni di persone).
Per assurdo, basterebbe una sola firma a favore della Chiesa cattolica, e come conseguenza , la Chiesa si prenderebbe tutto il miliardo di euro. ( Nella realtà, si prende “solo” il 90% ! Che nel 2005 ammontava a 984 milioni di euro : la Chiesa ha destinato per opere di beneficienza solo il 20% di tale somma).
Proposta :
1) soltanto l’8 x mille di chi firma verrà devoluto in base alla scelta effettuata ( cioè, ognuno è libero di destinare soldi a chi vuole, ma soltanto se sceglie );
2) estendere
l’8 x mille anche alla ricerca scientifica
( si potrebbe devolvere alla ricerca l’8 per mille di chi non sceglie).
Oggi, le scoperte importanti non si fanno più per caso : la ricerca scientifica può aiutare a migliorare la qualità della vita.
E a mettere una firma per destinare l’8 per mille alle Chiese o allo Stato : oltre un miliardo di euro all’anno !
Ero convinto che solo chi firmava potesse devolvere il “suo" 8 x mille, sulla base della scelta effettuata.
Invece, NO.
Chi firma, per un “calcolato bizantinismo”, decide anche per tutti quelli che non firmano, quasi certamente a loro insaputa. ( Non firma oltre il 60% dei contribuenti, quasi 22 milioni di persone).
Per assurdo, basterebbe una sola firma a favore della Chiesa cattolica, e come conseguenza , la Chiesa si prenderebbe tutto il miliardo di euro. ( Nella realtà, si prende “solo” il 90% ! Che nel 2005 ammontava a 984 milioni di euro : la Chiesa ha destinato per opere di beneficienza solo il 20% di tale somma).
Proposta :
1) soltanto l’8 x mille di chi firma verrà devoluto in base alla scelta effettuata ( cioè, ognuno è libero di destinare soldi a chi vuole, ma soltanto se sceglie );
2) estendere
l’8 x mille anche alla ricerca scientifica
Oggi, le scoperte importanti non si fanno più per caso : la ricerca scientifica può aiutare a migliorare la qualità della vita.
giovedì 26 aprile 2007
Internet gratis.
Abito in campagna e ho avuto l’ADSL solo da poco, ma ho scoperto tutte le immense potenzialità culturali della Rete.
Con Internet si può studiare, lavorare, comunicare, tutto in “tempo reale”.
Finalmente chiunque, ogni giorno, su qualsiasi argomento, può soddisfare la propria curiosità, approfondire la propria conoscenza.
Con Internet, mio figlio ha trovato lavoro.
Ho apprezzato moltissimo l’iniziativa regionale di“Sardegna Cultura”, (che spero, venga ampliata e arricchita) : questa dovrebbe essere la Strada da percorrere in Italia e nel Mondo. La Sardegna che indica al resto del mondo la via da seguire, verso la qualità della vita!
La banda larga in Italia è ancora poco diffusa, per molti motivi, tra cui, non ultimo il collegamento spesso ballerino della Rete e la mancanza della Rete stessa in moltissime zone del paese.
Vogliamo recuperare nei confronti degli altri Paesi europei ?
Un modo ci sarebbe : visto che il canone Telecom ha esaurito la sua funzione, ed è ormai, in via di estinzione, propongo l’ADSL flat gratis per tutti e compresa nel prezzo del Canone.
Una proposta, questa, che mi sentirei di fare al Presidente della Regione : un accordo con Telecom per la Sardegna in modo da essere i primi, in Italia.
Ci sarebbero tre grossi vantaggi :
1) uno sviluppo rapidissimo di Utenti in rete ( perché l’ADSL flat sarebbe gratis, con la normativa attuale ;
2) iniziative come Sardegna Cultura, o le Biblioteche in rete e tutta la Rete stessa, sarebbero finalmente accessibili anche a chi non può permettersi la spesa per l'ADSL ;
3) si salverebbe il Canone (a cui siamo “abituati”), che verrebbe , però, finalizzato integralmente per lo sviluppo e l’ammodernamento della Rete.
Con Internet si può studiare, lavorare, comunicare, tutto in “tempo reale”.
Finalmente chiunque, ogni giorno, su qualsiasi argomento, può soddisfare la propria curiosità, approfondire la propria conoscenza.
Con Internet, mio figlio ha trovato lavoro.
Ho apprezzato moltissimo l’iniziativa regionale di
La banda larga in Italia è ancora poco diffusa, per molti motivi, tra cui, non ultimo il collegamento spesso ballerino della Rete e la mancanza della Rete stessa in moltissime zone del paese.
Vogliamo recuperare nei confronti degli altri Paesi europei ?
Un modo ci sarebbe : visto che il canone Telecom ha esaurito la sua funzione, ed è ormai, in via di estinzione, propongo l’ADSL flat gratis per tutti e compresa nel prezzo del Canone.
Una proposta, questa, che mi sentirei di fare al Presidente della Regione : un accordo con Telecom per la Sardegna in modo da essere i primi, in Italia.
Ci sarebbero tre grossi vantaggi :
1) uno sviluppo rapidissimo di Utenti in rete ( perché l’ADSL flat sarebbe gratis, con la normativa attuale ;
2) iniziative come Sardegna Cultura, o le Biblioteche in rete e tutta la Rete stessa, sarebbero finalmente accessibili anche a chi non può permettersi la spesa per l'ADSL ;
3) si salverebbe il Canone (a cui siamo “abituati”), che verrebbe , però, finalizzato integralmente per lo sviluppo e l’ammodernamento della Rete.
lunedì 9 aprile 2007
Un palo per ogni Comune.
I comuni della Sardegna sono circa 350. Ogni comune dovrebbe avere il suo generatore eolico.
Energia prodotta direttamente dai Comuni : uno, due generatori da 5 MW.
Alle imprese si chiede solo la costruzione e la consegna, chiavi in mano. Il finanziamento, visto che il costo si ammortizza in due÷tre anni, viene fornito dalle banche (accordi regionali).
Tutto il guadagno, che sarebbe molto rilevante, investito per il benessere dei Cittadini di quel comune : strade pulite e ordinate ; verde pubblico ; scuole con tutti i servizi ; acquedotto ; nettezza urbana ; energia ; telecomunicazioni ( Internet gratis ) ; servizi ricreativi per giovani e adulti.
Avremo paesi dove sarà bello andare a vivere !
I soldi reinvestiti nel comune, darebbero lavoro alla gente del comune stesso.
Energia prodotta direttamente dai Comuni : uno, due generatori da 5 MW.
Alle imprese si chiede solo la costruzione e la consegna, chiavi in mano. Il finanziamento, visto che il costo si ammortizza in due÷tre anni, viene fornito dalle banche (accordi regionali).
Avremo paesi dove sarà bello andare a vivere !
I soldi reinvestiti nel comune, darebbero lavoro alla gente del comune stesso.
Etichette:
Energia in Sardegna.,
Proposte
venerdì 30 marzo 2007
Città libera ( dalle auto ).
La città deve tornare ad essere vivibile, con poche auto e con il traffico scorrevole.
L’unico modo è quello di liberare le vie dalle auto in sosta.
Abbiamo impiegato 50 anni per riempirle, con il risultato che vediamo ogni giorno.
Dobbiamo tornare sui “nostri passi” (anche nel senso letterale del termine) : non c’è altra soluzione.
Per liberare la città dalle auto si può stabilire una Norma, a livello nazionale, che obbliga chiunque acquisti un’automobile, ad avere un garage o posto auto, dove parcheggiarla di giorno e di notte.
Nel giro di vent’anni, anno dopo anno, la città sarà sempre più libera dalle auto in sosta permanente.
Inoltre si può prevedere che ogni nuovo appartamento costruito o ristrutturato, abbia a disposizione almeno 3÷4 posti-macchina ( garage, posti-auto in autorimessa o cortile interno ).
Quelli che risulteranno in eccesso, si potranno affittare a chi ne è sprovvisto.
La stradanon può essere occupata
da auto in sosta permanente, sia per motivi residenziali o di lavoro.
Per i residenti sono necessari garage e parcheggi vicini alle abitazioni.
Per i pendolari che vengono dal circondario, parcheggi gratis all'ingresso della città ( dove, tra l'altro, realizzarli costa molto meno ) e autobus frequenti e puntuali.
Della tessera gratuita perstudenti meritevoli
abbiamo già parlato.
Per chi abita vicino al lavoro, ricordo che 15÷20 minuti di cammino, a passo sostenuto è oltremodo efficace per mantenersi in buona salute.
In questo modo, la sede stradale libera consentirà untraffico più scorrevole,
mentre i parcheggi saranno liberi per tutti.
L’unico modo è quello di liberare le vie dalle auto in sosta.
Abbiamo impiegato 50 anni per riempirle, con il risultato che vediamo ogni giorno.
Dobbiamo tornare sui “nostri passi” (anche nel senso letterale del termine) : non c’è altra soluzione.
Per liberare la città dalle auto si può stabilire una Norma, a livello nazionale, che obbliga chiunque acquisti un’automobile, ad avere un garage o posto auto, dove parcheggiarla di giorno e di notte.
Nel giro di vent’anni, anno dopo anno, la città sarà sempre più libera dalle auto in sosta permanente.
Inoltre si può prevedere che ogni nuovo appartamento costruito o ristrutturato, abbia a disposizione almeno 3÷4 posti-macchina ( garage, posti-auto in autorimessa o cortile interno ).
Quelli che risulteranno in eccesso, si potranno affittare a chi ne è sprovvisto.
La strada
Per i residenti sono necessari garage e parcheggi vicini alle abitazioni.
Per i pendolari che vengono dal circondario, parcheggi gratis all'ingresso della città ( dove, tra l'altro, realizzarli costa molto meno ) e autobus frequenti e puntuali.
Della tessera gratuita per
Per chi abita vicino al lavoro, ricordo che 15÷20 minuti di cammino, a passo sostenuto è oltremodo efficace per mantenersi in buona salute.
In questo modo, la sede stradale libera consentirà un
lunedì 8 gennaio 2007
Incidenti stradali
Credo esista un modo semplice e socialmente più giusto per diminuire drasticamente l’elevato numero degli incidenti stradali.
Un incidente stradale tra due automobilisti avviene generalmente per colpa di uno di essi. Ma a pagare i danni non è solo chi lo ha causato, ma anche tutti gli altri automobilisti (e non )italiani. Perché i costi non sono solo quelli pagati dalle compagnie di assicurazioni, ma anche le pensioni di invalidità e l’assistenza del Servizio Sanitario Nazionale.
In nome di quale principio di convivenza civile dobbiamo essere solidali con i maleducati, i prepotenti, con i criminali, perfino con gli assassini? Allora la legge che ci impone questo ( R.C.A. obbligatoria ) è una legge socialmente iniqua e, soprattutto diseducativa.
Ci sono, in Italia, milioni di automobilisti che guidano con attenzione e con prudenza, ma devono pagare per le colpe degli altri. Che cosa fare, allora?
Una riforma della cosiddetta BONUS-MALUS, nel senso di far pagare, non di più, ma tutto a chi causa i danni e di meno o niente a chi non causa incidenti : sarebbe più efficace di migliaia di pattuglie della polizia stradale!
Perché con assoluta certezza, ogni sei mesi, l'importo della polizza assicurativa disincentiverebbe anche il più incallito degli incidentisti.
Perché colpirebbe inesorabilmente tutti i responsabili degli incidenti, e solo i responsabili, e non sarebbe aleatoria come le multe. Provare per credere !
Un incidente stradale tra due automobilisti avviene generalmente per colpa di uno di essi. Ma a pagare i danni non è solo chi lo ha causato, ma anche tutti gli altri automobilisti (e non )italiani. Perché i costi non sono solo quelli pagati dalle compagnie di assicurazioni, ma anche le pensioni di invalidità e l’assistenza del Servizio Sanitario Nazionale.
In nome di quale principio di convivenza civile dobbiamo essere solidali con i maleducati, i prepotenti, con i criminali, perfino con gli assassini? Allora la legge che ci impone questo ( R.C.A. obbligatoria ) è una legge socialmente iniqua e, soprattutto diseducativa.
Ci sono, in Italia, milioni di automobilisti che guidano con attenzione e con prudenza, ma devono pagare per le colpe degli altri. Che cosa fare, allora?
Una riforma della cosiddetta BONUS-MALUS, nel senso di far pagare, non di più, ma tutto a chi causa i danni e di meno o niente a chi non causa incidenti : sarebbe più efficace di migliaia di pattuglie della polizia stradale!
Perché con assoluta certezza, ogni sei mesi, l'importo della polizza assicurativa disincentiverebbe anche il più incallito degli incidentisti.
Perché colpirebbe inesorabilmente tutti i responsabili degli incidenti, e solo i responsabili, e non sarebbe aleatoria come le multe. Provare per credere !
Etichette:
Incidenti stradali,
Proposte
Iscriviti a:
Post (Atom)