sabato 21 giugno 2008

Copertura delle capanne.

Non è stata trovata una sola capanna nuragica ancora intatta : manca sempre la copertura. Zervos segnalò, nel 1954, una capanna ( unica in Sardegna ), coperta a tholos, con pietre : ora è crollata, anch’essa.
I basamenti delle capanne sono sempre circolari, più o meno grandi. Lo spessore delle murature è anch’esso variabile, così come l’altezza residua.
Ma non è stata trovata nemmeno una capanna, ancora intatta.

Com’era allora, la copertura delle capanne ?
Si suppone di legno e paglia. Ma siamo sempre nel campo delle ipotesi, perché neanche il legno e le frasche si sono conservate.
E perché, allora, non potrebbe essere stata di pietra ? A cupola ogivale, come nei nuraghi ?
Quando si restaura un nuraghe o una capanna, si valuta il volume dei sassi crollati, per stabilire l’altezza delle torri o il tipo di copertura ? E se sono rimasti pochi sassi, si cerca dove sono finite le pietre, eventualmente, mancanti ?

Si crede, quasi sempre, che la copertura in pietra fosse “limitata” dallo spessore del muro circolare ( se troppo sottile ), o dal diametro della capanna ( se troppo grande ).
Sicuramente, per le capanne di piccolo diametro è possibile la copertura in pietra. Ma è possibile anche per quelle di diametro più grande : è sufficiente, per la stabilità, costruire la cupola con un’altezza superiore al diametro.
( Un po’ come nei nuraghi, anche se qui il principio di funzionamento è completamente diverso ).
Anche se la stabilità delle cupole, al contrario delle ogive dei Nuraghi, diminuisce con l’aumentare delle dimensioni. Le pietre, soprattutto quelle non squadrate, sono instabili in tutti i muri a secco : la spinta orizzontale della cupola, viene contrastata dall’attrito tra i conci. Ma se aumenta il diametro della capanna, l’attrito non è più sufficiente : ecco che allora aumenta il rischio di crollo.


La cupola è il risultato di una sperimentazione che è durata millenni e che è stata fatta contemporaneamente dai più disparati popoli, in paesi diversi.


Secondo me. la copertura delle capanne era inizialmente di pietra : è molto più probabile, per i motivi che ho già detto : mancanza di attrezzi per lavorare il legname, e rischio incendi. Successivamente, verso la fine dell’età nuragica, il pietrame della copertura ( spesso crollata ), è stato riutilizzato per nuove costruzioni, e la copertura stessa è stata realizzata di legno.


Il riutilizzo delle pietre è documentato : per esempio, a Genna Maria di Villanovaforru è stata trovata una parte del villaggio costruita sopra gli antemurali, segno evidente che la funzione delle costruzioni nuragiche stava esaurendosi.

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