mercoledì 7 novembre 2007

Monte Baranta.

Si tratta di un insediamento preistorico, frequentato tra il 2500 e il 2200 a.C., da uomini dell’età del rame.
E’ ubicato sulla sommità di un altopiano, nel margine S-E , in località M. Baranta, nei pressi di Olmedo.
Qual’è la sua importanza ?
La posizione è stata scelta con gli stessi criteri che, successivamente, saranno caratteristici per i Nuraghi.
E’ costituito da due “entità” separate ( ma a poche decine di metri, l’una dall’altra ) : una “Muraglia” e un “Recinto-torre”, edificate in muratura ciclopica, con massi esterni molto grandi.

Il Recinto-torre è antesignano del Nuraghe : è semicircolare e chiude per tre quarti, uno spazio di circa 200 m2, aperto soltanto a S-E (anche nei Nuraghi, l’apertura-ingresso era sempre a S-E, segno che da quella parte non arrivava mai “il nemico”).
E’ posizionato nell’angolo più riparato del pianoro, sia per il fuoco, sia per il freddo.
La “Muraglia” è un grosso muro , lungo circa un centinaio di metri e con uno spessore medio di quasi quattro : costruito in direzione N-S, con due rientranze, quasi a proteggere un grosso areale (zona EST ), dove era ubicato il villaggio.

La cava.
Le pietre sono state estratte in “loco”, o nelle immediate vicinanze. Risulta, infatti, spianata la collina a ridosso della Muraglia, da una parte e dall’altra.
Inoltre, ad un centinaio di metri a N-W, c’è una cava ancora molto evidente.
La roccia, una trachite effusiva, è assai fratturata e con piani molto regolari. Le pietre, di grandi dimensioni, erano, però, facilmente staccabili e con una o due facce perfettamente piane.
La muratura ciclopica era l’unica possibile, dati i tempi e la mancanza di attrezzi, come grosse mazze per spaccare le pietre, o mazzette per modellarle. Queste, venivano poste in opera quasi come trovate, attuando soltanto una sapiente selezione per l’accostamento. Il risultato era quasi sempre eccezionale.

M. Baranta : funzione.

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