venerdì 5 ottobre 2018

Paesaggio nuragico.


La Sardegna ha una peculiarità unica in Italia : il 70÷80 per cento del suo territorio non è stato mai coltivato. Ciò per due motivi :
1. La scarsa densità della popolazione : un terzo rispetto al resto d’Italia.
2. La pastorizia.
Se da un lato la pastorizia non ha permesso lo sviluppo di una estesa copertura boschiva, dall’altro ha preservato il suolo sardo da interventi agricoli che avrebbero modificato l’assetto in profondità.
Ebbene, almeno l’ottanta per cento del territorio sardo conserva intatte nel sottosuolo tutte le tracce della preistoria : credo che ciò sia una caratteristica unica al mondo e che vada adeguatamente valorizzata.
La Sardegna è un museo diffuso nel territorio.

Nella Sardegna preistorica, gli alberi di alto fusto erano i protagonisti incontrastati di un mondo poco abitato.
Le foreste ricoprivano tutta la superficie dell’Isola, senza soluzione di continuità. Le scarse radure, frutto di qualche incendio appiccato dall’uomo, si trovavano intorno agli abitati o in qualche fondovalle coltivato.
Il resto era bosco secolare,  che dominava incontrastato e pervadeva tutto il territorio.
E al di sopra delle chiome degli alberi spuntavano qua e là, ben visibili, le maestose sommità dei Nuraghi.
Ma il bosco era una risorsa fondamentale, non solo per la legna da ardere : tutto era fatto di legno e pietra, fin quasi ai nostri giorni.
Il bosco è stato ed è vita, per l’uomo e per gli animali : legname, attrezzi, mobili e case, scale e soppalchi, letti e tavoli e sedili.
Tutto è di legno.
Alcune cortecce sono costituite da fibre lunghe, per intrecciare corde ; altre (sughero) per costruire arnie, recipienti, utensili, letti.
Le frasche verdi sono cibo per gli animali, nel periodo estivo.
La cenere si usa come concime e per fare il bucato (liscivia).
E poi, funghi, ghiande, olive, frutti selvatici di ogni tipo, ecc.
Miele dalle api selvatiche ( nei tronchi cavi ), o allevate nei bugni di sughero.

L’uomo ha sempre lottato per non morire di fame.
Chi non produceva ciò che gli serviva, soffriva la fame e spesso moriva d’inedia.
Oggi sembra tutto facile, ma soltanto fino a 50 anni fa non era così.

La Storia ci racconta di principi e condottieri, ma non della vita di ogni giorno.
Che era ciò che contava, per la maggior parte delle persone.

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