In Italia, fino ad oggi, si sono ammalati di influenza A-H1N1, quasi due milioni di persone, in prevalenza bambini.
Tutti guariti e tutti .... vaccinati !
Perché, chi si è ammalato, ora è immune.
Invece sono stati vaccinati ( con un vaccino preparato in fretta e poco sicuro ), soltanto, o poco più di, centomila persone. Il vaccino impiegherà quindici giorni prima di essere pienamente efficace.
Ma fra quindici giorni, l’influenza sarà già finita !
Infatti, è stato già raggiunto il picco e nei prossimi giorni, inesorabilmente, i contagi inizieranno a diminuire, fino a scomparire.
Invece continua, imperterrita, la campagna di vaccinazione.
Non so se sia ignoranza o malafede, da parte del vice-ministro della Salute e dei suoi collaboratori : in ambedue i casi, sarebbe meglio dare le dimissioni.
Perché ormai, il vaccino non serve più.
E per l’anno prossimo non serve neppure : il virus dell’influenza cambia ogni anno, e ci vorrà un vaccino diverso.
Cosa ci facciamo con 48 milioni di dosi di vaccino, ordinate e, forse, già pagate ?
Se servisse, ci vorrebbe un vaccino contro chi dovrebbe salvaguardare la nostra salute, e non le tasche senza fondo delle multinazionali del farmaco !
Chi ci pagherà i danni ?
Ma la cosa più grave è che i Cittadini hanno perso la fiducia nelle istituzioni : a forza di gridare “al lupo al lupo”, la prossima volta nessuno li ascolterà !
E gli “esperti” sapevano da mesi che cosa sarebbe successo, visto che era già accaduto nei paesi australi !
Buona salute a tutti.
martedì 17 novembre 2009
lunedì 9 novembre 2009
Il Nuraghe Bioclimatico.
E’ stato appena pubblicato un libro : “ Il Nuraghe Bioclimatico”, scritto da Marco Sanna, ingegnere.
Si sa che la variabilità del clima, le stagioni, l’alternarsi del giorno e della notte, fanno cambiare la temperatura esterna di un luogo, ogni giorno.
Ma cosa succede dentro un Nuraghe ?
L’autore del libro ha predisposto un modello matematico per verificare le caratteristiche termiche che si realizzano all’interno della camera del Nuraghe, durante tutto l’arco dell’anno.
Ha trovato dei risultati che, per i non addetti ai lavori ( ma, forse e soprattutto, per gli “addetti” ai lavori ), sono inequivocabili e, per alcuni versi, sorprendenti.
All’interno delle possenti mura, la temperatura media annuale, è risultata superiore ai 16 °C , oscillando ( con il nuraghe vuoto ) tra gli 11 °C a marzo (dopo i freddi di gennaio e febbraio ), e i 22 °C a settembre ( quando, d’estate, la temperatura esterna supera i 30°C ).
Praticamente, all’interno del Nuraghe, la temperatura resta costante, potendo variare di appena 1 °C , nell’arco di un intero mese !
Se poi nel Nuraghe ci andassero, per ipotesi, a dormire delle persone, con il loro metabolismo la temperatura salirebbe anche di un paio di gradi : oltre 13 °C, a marzo, mentre per tutto il resto dell’inverno, la temperatura sarebbe stata superiore ai 15 °C,
Il posto ideale, insomma, per dormire senza temere raffreddori e bronco-polmoniti ; protetti dalla pioggia e dal Maestrale, ma soprattutto dal freddo dell’inverno.
E senza la necessità di accendere il fuoco.
Oggi, per ottenere lo stesso risultato, è necessario avere un impianto di riscaldamento-condizionamento, sempre in funzione, e spendere migliaia di euro all’anno.
Questo perché le nostre case non sono isolate termicamente, come lo erano i Nuraghi.
Questo libro rappresenta un contributo scientifico rilevante verso una migliore comprensione del “mistero” dei Nuraghi.
Si sa che la variabilità del clima, le stagioni, l’alternarsi del giorno e della notte, fanno cambiare la temperatura esterna di un luogo, ogni giorno.
Ma cosa succede dentro un Nuraghe ?
L’autore del libro ha predisposto un modello matematico per verificare le caratteristiche termiche che si realizzano all’interno della camera del Nuraghe, durante tutto l’arco dell’anno.
Ha trovato dei risultati che, per i non addetti ai lavori ( ma, forse e soprattutto, per gli “addetti” ai lavori ), sono inequivocabili e, per alcuni versi, sorprendenti.
All’interno delle possenti mura, la temperatura media annuale, è risultata superiore ai 16 °C , oscillando ( con il nuraghe vuoto ) tra gli 11 °C a marzo (dopo i freddi di gennaio e febbraio ), e i 22 °C a settembre ( quando, d’estate, la temperatura esterna supera i 30°C ).
Praticamente, all’interno del Nuraghe, la temperatura resta costante, potendo variare di appena 1 °C , nell’arco di un intero mese !
Se poi nel Nuraghe ci andassero, per ipotesi, a dormire delle persone, con il loro metabolismo la temperatura salirebbe anche di un paio di gradi : oltre 13 °C, a marzo, mentre per tutto il resto dell’inverno, la temperatura sarebbe stata superiore ai 15 °C,
Il posto ideale, insomma, per dormire senza temere raffreddori e bronco-polmoniti ; protetti dalla pioggia e dal Maestrale, ma soprattutto dal freddo dell’inverno.
E senza la necessità di accendere il fuoco.
Oggi, per ottenere lo stesso risultato, è necessario avere un impianto di riscaldamento-condizionamento, sempre in funzione, e spendere migliaia di euro all’anno.
Questo perché le nostre case non sono isolate termicamente, come lo erano i Nuraghi.
Questo libro rappresenta un contributo scientifico rilevante verso una migliore comprensione del “mistero” dei Nuraghi.
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venerdì 6 novembre 2009
I ravanelli "rossi".
Ormai lo sanno tutti : dobbiamo mangiare, ogni giorno, cinque porzioni di frutta e verdura, per mantenerci in buona salute.
Oggi, questi consigli non bastano più : le cinque porzioni, dicono, devono essere di cinque colori diversi. Perché il colore è la spia del contenuto : per esempio, nell’uva rossa e nel vino rosso, c’è il resveratrolo ; nei pomodori c’è il licopene. Ambedue, potenti antiossidanti che combattono i radicali liberi.
Altri frutti rossi ( dicono ) sono : l’anguria, le fragole, le ciliegie, e i .... ravanelli !
Sono anni che lo dicono ( e lo scrivono ), tutti : medici e nutrizionisti, dietologi e giornalisti.
E’ ora di dire basta !
Oggi, a tavola, con 4 amici come testimoni, abbiamo mangiato un piatto di ravanelli rossi. Questi, sono ortaggi che crescono sottoterra ( sono radici ) : perciò, armati di coltello, li abbiamo sbucciati e mangiati. Erano bianchi, di un bianco candido, come la neve !
Ma come ? E il resveratrolo ?
Che tristezza. In questo "mondo televisivo" e del “copia e incolla”, nessuno si ferma più a riflettere, sulla realtà delle cose.
L’importante è apparire.
Oggi, questi consigli non bastano più : le cinque porzioni, dicono, devono essere di cinque colori diversi. Perché il colore è la spia del contenuto : per esempio, nell’uva rossa e nel vino rosso, c’è il resveratrolo ; nei pomodori c’è il licopene. Ambedue, potenti antiossidanti che combattono i radicali liberi.
Altri frutti rossi ( dicono ) sono : l’anguria, le fragole, le ciliegie, e i .... ravanelli !
Sono anni che lo dicono ( e lo scrivono ), tutti : medici e nutrizionisti, dietologi e giornalisti.
E’ ora di dire basta !
Oggi, a tavola, con 4 amici come testimoni, abbiamo mangiato un piatto di ravanelli rossi. Questi, sono ortaggi che crescono sottoterra ( sono radici ) : perciò, armati di coltello, li abbiamo sbucciati e mangiati. Erano bianchi, di un bianco candido, come la neve !
Ma come ? E il resveratrolo ?
Che tristezza. In questo "mondo televisivo" e del “copia e incolla”, nessuno si ferma più a riflettere, sulla realtà delle cose.
L’importante è apparire.
martedì 13 ottobre 2009
4. Aglio : proprietà.
a) Antibiotiche : l’allicina è un antibiotico naturale, sicuramente a spettro più ampio degli antibiotici di sintesi. Si diffonde in tutto l’organismo e nei polmoni, associando all’attività antibatterica, anche un’azione espettorante e antiasmatica. Agisce contro i funghi e facilita la guarigione dalla candidosi.
b) Antinfiammatorie : interviene in tutti i processi in cui è implicata l’infiammazione, dall’Alzheimer ai dolori reumatici.
c) E’ un potente antiossidante, combatte efficacemente i radicali liberi, che intervengono pesantemente nel processo di invecchiamento e nelle malattie.
e) Antipertensivo e anticoagulante : l’aglio abbassa la pressione arteriosa ( oltre il 10%) e previene il rischio di trombosi, aumentando la fluidità del sangue.
f) Combatte efficacemente il colesterolo e ne riduce l’accumulo nelle arterie, prevenendo l’aterosclerosi.
g) Mantiene elastiche le arterie e fa bene al cuore ( effetto calcio-antagonista ). L’azione dell’aglio su cuore e arterie si esplica riducendo l’accumulo di calcio in questi organi, e mantenendone l’elasticità più a lungo.
Come a dire, più lo mandi giù e più ti tira su !
Controindicazioni ed effetti collaterali.
L'aglio passa nel latte materno, alterandone il gusto.
In alcuni soggetti sensibili, può instaurare una fastidiosa sensazione sulla bocca dello stomaco.
La lunga tradizione di consumo ne ha, comunque, evidenziato l’assoluta sicurezza.
b) Antinfiammatorie : interviene in tutti i processi in cui è implicata l’infiammazione, dall’Alzheimer ai dolori reumatici.
c) E’ un potente antiossidante, combatte efficacemente i radicali liberi, che intervengono pesantemente nel processo di invecchiamento e nelle malattie.
e) Antipertensivo e anticoagulante : l’aglio abbassa la pressione arteriosa ( oltre il 10%) e previene il rischio di trombosi, aumentando la fluidità del sangue.
f) Combatte efficacemente il colesterolo e ne riduce l’accumulo nelle arterie, prevenendo l’aterosclerosi.
g) Mantiene elastiche le arterie e fa bene al cuore ( effetto calcio-antagonista ). L’azione dell’aglio su cuore e arterie si esplica riducendo l’accumulo di calcio in questi organi, e mantenendone l’elasticità più a lungo.
Come a dire, più lo mandi giù e più ti tira su !
Controindicazioni ed effetti collaterali.
L'aglio passa nel latte materno, alterandone il gusto.
In alcuni soggetti sensibili, può instaurare una fastidiosa sensazione sulla bocca dello stomaco.
La lunga tradizione di consumo ne ha, comunque, evidenziato l’assoluta sicurezza.
lunedì 12 ottobre 2009
Aglio.
1. L’aglio.
L’aglio, allium sativum, è una pianta che tutti conoscono e che, esclusi pochi eletti, adoperiamo da sempre in cucina.
Chi non ha mai mangiato gli spaghetti “aglio, olio e peperoncino”? Oppure il “pesto alla genovese”? O l’ineguagliabile “bruschetta”, fatta con l’olio novello ?
L’aglio entra in una miriade di ricette, cotto o crudo, direi in tutte le salse.
Nonostante la sua ampia diffusione ( anche geografica ), vi siete mai chiesti perché è così capillarmente presente nell’alimentazione umana ?
Eppure, alcuni non lo digeriscono, altri lo trovano repellente, e per tutti, gli effluvi aromatici sono “socialmente” da evitare.
La risposta, secondo me, sta nel fatto che l’aglio è ( ma, soprattutto, è stato ) una panacea per tutti i mali. Oggi lo è molto meno, ma la tradizione resta ben radicata nel gusto culinario.
2. La storia.
Originario dell’Asia Centrale, si è diffuso rapidamente in tutto il mondo.
Gli Egizi lo ritenevano una pianta sacra, i Greci lo usavano per combattere ogni morbo, i Romani lo avevano consacrato a Marte, ed era simbolo di forza e vigore.
Plinio il Vecchio, lo riteneva efficace contro asma e allergie ( Th1 ), emorroidi ( antinfiammatorio ), e vermi ( antibiotico ).
Nel Medioevo era l’unico rimedio efficace contro la peste.
In molte civiltà l’aglio acquistò poteri magici e diabolici, scacciava il malocchio e teneva lontani persino i vampiri !
3. Proprietà curative dell’aglio.
Oggi la ricerca scientifica, ha confermato tutte le proprietà benefiche dell’aglio, spiegandone le modalità d’azione e dimostrandone la validità.
La sostanza più attiva, tra le tante contenute nel prezioso bulbo, è l’allicina : un composto che si forma per reazione chimica tra l’allisina e l’allinasi, due sostanze contenute separatamente nello spicchio, e che entrano in contatto fra loro soltanto quando l’aglio viene tagliato ( ed è responsabile del forte odore ) o per effetto dei succhi gastrici.
La cottura, invece, distrugge l’allinasi : per questo, è fondamentale che l’aglio venga consumato crudo.
La dose quotidiana può essere uno spicchio grande ( o due piccoli ), schiacciato o tritato, e inghiottito con un bicchiere d’acqua. Prima di cena e, soprattutto, lontano .... dai rapporti interpersonali !
Inoltre, non è vero che non è digeribile : al contrario, aiuta la motilità intestinale e stimola la digestione.
Continua.
L’aglio, allium sativum, è una pianta che tutti conoscono e che, esclusi pochi eletti, adoperiamo da sempre in cucina.
Chi non ha mai mangiato gli spaghetti “aglio, olio e peperoncino”? Oppure il “pesto alla genovese”? O l’ineguagliabile “bruschetta”, fatta con l’olio novello ?
L’aglio entra in una miriade di ricette, cotto o crudo, direi in tutte le salse.
Nonostante la sua ampia diffusione ( anche geografica ), vi siete mai chiesti perché è così capillarmente presente nell’alimentazione umana ?
Eppure, alcuni non lo digeriscono, altri lo trovano repellente, e per tutti, gli effluvi aromatici sono “socialmente” da evitare.
La risposta, secondo me, sta nel fatto che l’aglio è ( ma, soprattutto, è stato ) una panacea per tutti i mali. Oggi lo è molto meno, ma la tradizione resta ben radicata nel gusto culinario.
2. La storia.
Originario dell’Asia Centrale, si è diffuso rapidamente in tutto il mondo.
Gli Egizi lo ritenevano una pianta sacra, i Greci lo usavano per combattere ogni morbo, i Romani lo avevano consacrato a Marte, ed era simbolo di forza e vigore.
Plinio il Vecchio, lo riteneva efficace contro asma e allergie ( Th1 ), emorroidi ( antinfiammatorio ), e vermi ( antibiotico ).
Nel Medioevo era l’unico rimedio efficace contro la peste.
In molte civiltà l’aglio acquistò poteri magici e diabolici, scacciava il malocchio e teneva lontani persino i vampiri !
3. Proprietà curative dell’aglio.
Oggi la ricerca scientifica, ha confermato tutte le proprietà benefiche dell’aglio, spiegandone le modalità d’azione e dimostrandone la validità.
La sostanza più attiva, tra le tante contenute nel prezioso bulbo, è l’allicina : un composto che si forma per reazione chimica tra l’allisina e l’allinasi, due sostanze contenute separatamente nello spicchio, e che entrano in contatto fra loro soltanto quando l’aglio viene tagliato ( ed è responsabile del forte odore ) o per effetto dei succhi gastrici.
La cottura, invece, distrugge l’allinasi : per questo, è fondamentale che l’aglio venga consumato crudo.
La dose quotidiana può essere uno spicchio grande ( o due piccoli ), schiacciato o tritato, e inghiottito con un bicchiere d’acqua. Prima di cena e, soprattutto, lontano .... dai rapporti interpersonali !
Inoltre, non è vero che non è digeribile : al contrario, aiuta la motilità intestinale e stimola la digestione.
Continua.
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sabato 10 ottobre 2009
venerdì 9 ottobre 2009
Le "navicelle" nuragiche.
Ho letto, recentemente, il bellissimo libro di A. Depalmas : “Le navicelle di bronzo della Sardegna nuragica”. Ed. Gasperini, 2005.
E’ la ricerca più completa ed equilibrata che ho trovato, nella quale viene descritta e illustrata tutta la notevole produzione bronzistica sarda, sul tema delle “navicelle” nuragiche.
Sono bronzetti di pregevole fattura, preziosi per l’epoca in cui vennero realizzati ( prima metà del I Millennio a.C. ), e con caratteristiche uniche in tutto il Mediterraneo.
Sono bronzetti catalogati dall’archeologia ufficiale come “navicelle” e, ripeto, con caratteristiche uniche, non somiglianti ad alcuna delle navi conosciute all’epoca, e quindi interpretate come modelli di “navi nuragiche” e “sicuro indizio di navigazione nuragica”.
Le ho studiate attentamente, anche se da profano, per cui mi si perdonerà qualche imprecisione.
Queste sono le mie considerazioni :
1. Modelli di navi ?
2. Il ponte e l’albero.
3. Studio funzionale per l’albero.
4. La protome e la prua.
5. Lo scafo e l’equilibrio.
6. Conclusioni.
( Continua ...)
E’ la ricerca più completa ed equilibrata che ho trovato, nella quale viene descritta e illustrata tutta la notevole produzione bronzistica sarda, sul tema delle “navicelle” nuragiche.
Sono bronzetti di pregevole fattura, preziosi per l’epoca in cui vennero realizzati ( prima metà del I Millennio a.C. ), e con caratteristiche uniche in tutto il Mediterraneo.
Sono bronzetti catalogati dall’archeologia ufficiale come “navicelle” e, ripeto, con caratteristiche uniche, non somiglianti ad alcuna delle navi conosciute all’epoca, e quindi interpretate come modelli di “navi nuragiche” e “sicuro indizio di navigazione nuragica”.
Le ho studiate attentamente, anche se da profano, per cui mi si perdonerà qualche imprecisione.
Queste sono le mie considerazioni :
1. Modelli di navi ?
2. Il ponte e l’albero.
3. Studio funzionale per l’albero.
4. La protome e la prua.
5. Lo scafo e l’equilibrio.
6. Conclusioni.
( Continua ...)
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