lunedì 19 novembre 2018

Grotte in preistoria.


La gente è sempre vissuta nelle grotte. Sono famose quelle di Matera, di Cassino, della Cappadocia, ecc. Alcune sono anche in Sardegna.
Le grotte naturali sono state il rifugio dell’Uomo primitivo, soprattutto nei paesi più freddi.
Perché l’uomo viveva nelle caverne ?
Perché la grotta rappresentava un rifugio sicuro, a temperatura costante (15 °C), in profondità. Sia d'estate, che d'inverno.
Poiché la caverna era buia anche di giorno, l’Uomo viveva sempre fuori, all’aria aperta.
Davanti all’ingresso accendeva il fuoco per cucinare e per scaldarsi ; sotto una tettoia, quando pioveva o faceva freddo.
Rientrava nella caverna soltanto per dormire : la temperatura costante e confortevole dell’interno, gli garantiva sicurezza e, soprattutto, salute.
Se la caverna aveva un “camino” naturale, poteva anche accendere il fuoco, che procurava calore e anche un po’ di luce.
Ma le caverne erano poche …

Allora, fin dai tempi più antichi l'Uomo, in molte zone del Mondo, ha scavato nella roccia tenera numerose grotte, che costituirono dei veri e propri centri abitati rupestri.
(Puglia, Basilicata, Sicilia, Marche, Sardegna, Turchia, per ricordare quelle più vicine a noi).
Le indagini fatte a Matera hanno dato la certezza assoluta che le grotte furono abitate, ininterrottamente, dal Neolitico al Medioevo, fino all'epoca recente. In alcune zone, sono ancora abitate.
Perché non in Sardegna ?

Ricordo che, quando ero bambino, la metà degli abitanti del mio Paese viveva nelle "Grotte". Molti ci abitano ancora...
Scavate nella roccia, avevano soltanto la facciata in muratura, dove erano le porte e le finestre.
Calde e asciutte, erano situate dentro una parete rocciosa esposta a Sud.

Come le Domus de Janas, in Sardegna...


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